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Trascrizione dei testi dialettali: Talvolta potranno esserci errori o imprecisioni di trascrizione del dialetto; infatti il nostro dialetto a tutt'oggi non ha raggiunto uniformità di rappresentazione. Le fotografie (spesso non datate) provengono dalle raccolte di varie persone; in talune le date possono essere approssimative. Ci scusiamo con i lettori. Si prega di lasciare le eventuali segnalazioni nei commenti o di inviarle al nostro indirizzo mail: blogdellamemoria@gmail.com
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giovedì 12 febbraio 2015
martedì 16 dicembre 2014
COLONIA ORFANI DI GUERRA ORA SCUOLA CAPERLE
giovedì 30 ottobre 2014
ASILO DI QUINTO DI VALPANTENA
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| Non ho notizie ne date certe per questa fotografia di proprietà Stefano Vassanelli. Accettiamo con piacere segnalazioni e ricordi. blogdellamemoria@gmail.com |
domenica 8 giugno 2014
ANNO 1928 SCUOLA ELEMENTARE DI QUINTO
sabato 24 maggio 2014
LA DITTATURA. I FIGLI DELLA LUPA
Dall’anno 1933 nell’Italia chiunque si iscriveva alla scuola elementare, ne faceva automaticamente parte. Successivamente, a partire dal 1936 l'iscrizione avvenne direttamente al momento dell'iscrizione all'anagrafe, alla nascita. Per approfondimenti v. Opera Nazionale Balilla su Wikipedia
lunedì 1 luglio 2013
MARZANA DI VALPANTENA
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ALLIEVO DELLA SCUOLA AGRARIA M.A. BENTEGODI - MARZANA
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martedì 11 dicembre 2012
QUINTO BAMBINE AL CATECHISMO 1957 (?)
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giovedì 8 novembre 2012
BAMBINI DI QUINTO anno 1963
mercoledì 7 novembre 2012
ASILO ANGELI CUSTODI DI QUINTO 1954
mercoledì 31 ottobre 2012
RICEVIAMO DA GAETANO BERZACOLA di Poiano
Ho appena scoperto questo blog (interessantissimo) e intendo
contribuire con una foto (per intanto, poi forse ne avrò altre).
Si tratta di una foto della Scuola Materna Parrocchiale di
Poiano, scattata nel 1912 nel convento delle suore Canossiane. In quel tempo era
là. Sono sicuro dell’anno perché ci sono mia mamma e mio zio rispettivamente
nati nel 1909 e 1907. Quindi avevano tre e cinque anni. Si trovano in alto poco
più a sinistra del centro. La maestra la ricordo bene, perché quando ci sono
andato io, nel ’47-48-49, c’era ancora!
Poco fa ho pubblicato due commenti, però ancora non si
vedono. Quanto tempo impiegano per essere visibili?
Saluto presentandomi:- Gaetano Berzacola Poiano Vr
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| Bambini di Poiano all'asilo dalle Canossiane 1912 Foto da Gaetano Berzacola |
martedì 30 ottobre 2012
POIANO
Un nostro lettore, il sig. Ruggero Bertolini, ci ha inviato due fotografie che riguardano la frazione di Poiano.
Lo ringaziamo vivamente pregandolo (ai fini della documentazione) di darci delle informazioni: anno di nascita dei nonni, nome e cognome, località (se ricorda paticolari toponimi), data di scatto delle fotografie in base al riconoscimento di persone nel gruppo, aneddoti o storie ascoltate direttamente o indirettamente dai nonni di Poiano.
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| Gruppo familiare |
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| Scolaresca pluriclasse Maestra Berghi 1918-19 |
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sabato 2 giugno 2012
SCOLARESCA CITTADINA IN GITA AI BELLORI
giovedì 12 aprile 2012
ALL'ASILO DI STELLE
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| Santa Maria in Stelle Anni '50 "All'asilo di Stelle - Saggio dei bambini" Fotografia di Dorina Fenzi-Stelle |
giovedì 22 marzo 2012
AL CATECHISMO
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Ragazzini di Quinto in Parrocchia per il Catechismo metà anni Venti circa Foto propr. famiglie Vassanelli e Pravadelli |
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sabato 14 gennaio 2012
ALL'ASILO ANGELI CUSTODI DI QUINTO
All’asilo sono andata dalle Suore della Sacra Famiglia a Quinto.
Mi portava lo zio Bepi, con la Vespa. Alla Chiesa abitava Camillo. Faceva il sarto da uomo e talvolta con il bel tempo cuciva fuori, in strada.
Io passavo in Vespa e lo zio mi faceva dire al volo, tutto d'un fiato:
- Camilo longo sotilo, streto de pansa, Camilo sensa creansa. -
- Camilo longo sotilo, streto de pansa, Camilo sensa creansa. -
Si scappava ridendo come matti. Camillo faceva finta di arrabbiarsi.
All'asilo, se pelavamo le patate novelle raschiandole col cucchiaio, ci regalavano un cucchiaio di farina lattea. Il latte in polvere, alimento sconosciuto dalle nostre parti dove il latte si prendeva direttamente dalle mucche, era parte degli aiuti del Piano Marshall per l’Italia.
I tavoloni del refettorio erano pieghevoli e avevano il buco per la scodella, per evitare rovesciamenti. Si mangiava solo con il cucchiaio, per prudenza.
Il pranzo consisteva in minestra o pastasciutta. Si portava qualcosa da casa, col sacchetto di tela o il cestino.
Eravamo così tranquilli e irreggimentati … . Nessun turbamento, nessun conflitto, nessuna ribellione. Anche i più vivaci venivano domati.
O almeno nei miei ricordi c'è una scuoletta tranquilla, ordinata... di bravi bambini.
Una cosa è successa, però. Proprio con quei tavoli con il buco per le scodelle.
I tavoli venivano impilati uno sopra l’altro, per fare spazio nella saletta, e venivano spostati contro il muro. Con Renzo M. abbiamo fatto il dondolo, aggrappandoci al bordo del primo tavolo aperto e i tavoli impilati sopra ci sono caduti addosso. Io mi sono rotta il setto nasale e Renzo qualcos’altro, i denti davanti, credo. Quanto sangue può uscire dal naso!
All’asilo però non ci volevo più andare, non mi piaceva, non so perché. Mi piaceva molto Suor Sofia, sempre dolce e sorridente.
Le suore erano buone ma a me non andava di stare seduta a dormire con la testa sul tavolo o a giocare con tre mattoncini di legno senza potermi alzare dalla sedia.
Con zia Angela, alla Strà, stavo bene e giocavo in corte o in bottega. Quando veniva il rappresentante delle lampadine le provava tutte, avvitandole una a una. Mi cantava: Evviva la torre di Pisa che pende che pende … e io ero felice, era come se a Pisa ci andassi tutte le volte.
Il cortile della Maria Latàra aveva dei sassolini brillanti e io ne facevo raccolta, come fossero tesori.
Con zia prendevo il tram e andavo a Verona, a fare spese. Il tram mi faceva venire la nausea.
"Sia, gò angossa"
"Se fermemo a Poian e te compro la gazzosa".
E poi? Si aspettava il tram successivo!
I tempi lenti, cosa ora sconosciuta ai giovani, erano una bellezza.
Ricordo i giochi che si giocavano all’asilo: Salto Biralto, Su e zo sessantanove, Fila longa, Ruda ruda, Saltar a la soga con Cameriere comandi un caffè, Elo coto el pan, Girotondo, la Solitudine, Rosa roseta, Maria Giulia, l’Ambasciatore, Le pecorelle fa be be, Angeli e diàoli, Careghina d’oro e tanti altri.
I maschi giocavano a girotondi solo quando erano piccoli, tre, quattro anni. Quelli di cinque giocavano solo se la suora li obbligava. Loro preferivano giocare a Darsela, Sconderse, Salta moleta che vegno.
Col bel tempo si andava in passeggiata sui monti. C'era un antico sentiero che partiva dall'asilo e arrivava sulla via per San Vincenzo. Quella era la nostra consueta passeggiata.
Qualche volta seguivamo i funerali. Ci davano una mantella scura e un basco.
Noi non sapevamo dare senso alla morte, non ci riuscivano neanche gli adulti anche se nel mondo contadino nascere, riprodursi e morire era molto più scontato. La mortalità era altissima, soprattutto la mortalità neonatale e infantile.
Men che meno, noi bambini dell'asilo, sapevamo dar senso alla nostra presenza in processione, verso il cimitero; tuttavia capivamo che con quella partecipazione eravamo parte importante della nostra piccola comunità e stavamo zitti e buoni.
M.V.
Men che meno, noi bambini dell'asilo, sapevamo dar senso alla nostra presenza in processione, verso il cimitero; tuttavia capivamo che con quella partecipazione eravamo parte importante della nostra piccola comunità e stavamo zitti e buoni.
M.V.
martedì 10 gennaio 2012
SCOLARESCHE DI VALPANTENA Chi si riconosce?
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| Marzana Asilo Suore della Sacra Famiglia Foto S.Slemer |
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| Grezzana Anni Sessanta Ragazzini con l'insegnante si misurano con i carrettini a sfera Foto Slemer |
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| Dal Calendario 2010 di S.Maria in Stelle a cura di: Corriere di Stelle e Vendri Foto L. Antolini, D.Fenzi, V. Formenti, A.Gironi |
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| Quinto 1930 (?) Foto Fam. Vassanelli |
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| S.Maria in Stelle Anni '20 Foto Archivio Lino Merci |
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| Poiano 1958 Uova di Pasqua ai bambini dell'Asilo - da Bertaso Foto Archivio Lino Merci |
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| Marzana - Foto Famiglia Mantovani anno 1943 (?) circa |
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| Marzana 1939-1940 Foto Famiglia Mantovani |
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| Marzana 1954 Foto Famiglia Mantovani |
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| Scolaresca Anni '20 Foto Archivio Lino Merci |
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| S.Maria in Stelle - Bambini nati nel 1918 - dal Calendario 2010 di S.Maria in Stelle a cura di Corriere di Stelle e Vendri Foto L. Antolini, D.Fenzi, V. Formenti, A.Gironi |
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| Fotografia Famiglia Sante Slemer di Marzana |
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| Asilo di Quinto 1930 (?) circa Foto Lino Merci |
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| Marzana - Foto Famiglia Mantovani |
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| Asilo di Quinto 1920 circa Foto Famiglia Vassanelli In alto vicino alla suora a sx è riconoscibile Marino Vassanelli |
lunedì 5 dicembre 2011
A SCOLA COMUNALE
A proposito de famei. Gh’era un fameio e la maestra la dise a me mama:
“L’è tanto bravo sto bambino … mandelo a scola almeno un’ ora al giorno”
“L’è tanto bravo sto bambino … mandelo a scola almeno un’ ora al giorno”
Me mama la g’à dito: “ La ghe le diga ela parchè mi no conto niente”.
Allora è andata la maestra a parlare con la famiglia e l’hanno ascoltata.
Poi c’erano gli esami e il bambino ha detto:
“Cossa vuto che fassa i esami mi … no passo mia!” Me mama la g’à dito:
“Se no te passi da la porta te passarè dal porton!”
Allora lù el gh’e andà e dopo el gh’e servio parchè l’è ‘ndà in Ferrovia!
raccontato da Antonia Ceschi nata a Grezzana nel 1924
Questa storia ha girato per la Valpantena fino agli anni '60 e ne conservo anch'io il ricordo. Era un aneddoto che proponeva la scolarizzazione degli umili come riscatto sociale. Veniva raccontato ai bambini con intenti educativi.
domenica 20 marzo 2011
La Scuola Pratica di Agricoltura Marc'Antonio Bentegodi
Il Dott. Marc’Antonio Bentegodi emerito cittadino, con il suo testamento del 15 novembre 1871, disponeva un lascito considerevole per l’Istituto Tecnico Provinciale, affinché si provvedesse a potenziare progetti formativi per la Chimica, la Fisica e l’Agricoltura.
Dopo lunghissimi dibattiti e scelte non condivise da tutti, si acquistò la proprietà Campostrini di Sommacampagna, allo scopo di soddisfare gli obblighi del lascito.
Ciò scatenò un contenzioso lungo 15 anni tra il Comune e il Consiglio Provinciale che finì con la rinuncia agli obblighi del contratto da parte del venditore, Francesco Campostrini e con l’acquisto del fondo Veroi-Faccenda, sito in Quinto di Valpantena (Marzana) dell’ampiezza di 55 campi veronesi al prezzo di L. 77,000.
Per identificare i terreni migliori, bene irrigati e adatti a coltivazioni di vite e frutti, fu formata con l’Assessore Municipale Ing. Aurelio Clementi, una Commissione.
Dalla relazione: “…Il prato irrigatorio è servito da un rigagnolo di acqua perenne derivante dalle colaticcie della fontana comunale esistente presso il fondo, e che misura una quantità d’acqua di un litro al minuto secondo; ed inoltre da un condotto d’acqua proveniente dalla sorgente comunale, che somministra una quantità d’acqua di sei litri al minuto secondo è di cui si ha diritto di usare a bocca libera per ventidue ore alla settimana …Sullo stabile che si propone a questo Onorevole Consiglio di acquistare, esistono due fabbricati, l’uno in piano destinato in parte a d uso Casa civile o di villeggiatura, ed in parte ad uso colonico, e l’altro ad uso rurale situato in collina…” (Atti del Consiglio Provinciale anno XXIV 1890). Nel 1891 fu finalmente possibile onorare il lascito di Marc’Antonio Bentegodi con l’avvio dell’acquisizione e dei lavori di miglioria.
La Scuola Pratica di Agricoltura prevedeva un corso triennale, dopo la scuola elementare, con studenti convittori ed alunni esterni e con posti riservati ai figli degli agricoltori aventi residenza sul territorio provinciale.
Nei primi tre anni furono avviate opere di adeguamento dell’edificio, con l’inserimento al piano terreno di aule, biblioteca, tinaia, laboratori, direzione ed uffici, stanze e refettorio. Al primo piano furono approntati alloggi per i convittori e i docenti, il Gabinetto di Agraria e il Gabinetto e Museo di Chimica e altre stanze di servizio.
Notevoli migliorie furono riservate al fondo, con impianti sperimentali e potenziamento della dotazione di macchine agricole.
Fu acquistato un contiguo fondo Poli, per ampliare i terreni a coltivazione.
Dalla relazione del primo Direttore della Scuola Pratica di Agricoltura di Marzana, Ednaldo De Angelis, emerge con evidenza l’orgoglio legittimo del dirigente per le numerose coltivazioni, tutte tipiche della Valpadana, e per i numerosi impianti sperimentali in atto.
La Scuola cessò la sua attività in Valpantena con il trasferimento al Bovolino, a sud della città.
I terreni e gli edifici dismessi vennero convertiti a residenza sanitaria per i malati psichiatrici in trasferimento dall’ospedale S. Giacomo di Borgo Roma.
L’edificio principale ove aveva sede la Scuola Pratica di Agricoltura è ad oggi sede di reparti diagnostici dell’USSL 20.
I primi padiglioni dell’Ospedale Furono terminati nel 1969.
M.V.
M.V.
martedì 1 marzo 2011
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