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Trascrizione dei testi dialettali: Talvolta potranno esserci errori o imprecisioni di trascrizione del dialetto; infatti il nostro dialetto a tutt'oggi non ha raggiunto uniformità di rappresentazione. Le fotografie (spesso non datate) provengono dalle raccolte di varie persone; in talune le date possono essere approssimative. Ci scusiamo con i lettori. Si prega di lasciare le eventuali segnalazioni nei commenti o di inviarle al nostro indirizzo mail: blogdellamemoria@gmail.com
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giovedì 1 maggio 2014
RICCHI BORGHESI DI VALPANTENA A MONTECATINI (2) 1908
venerdì 14 dicembre 2012
DOTTORI, MEDICINE, CURE E RIMEDI
DALL'INTERVISTA ALLA COMPIANTA RINA DEL DU
La Rina del Du: parchè vendea el vin a du franchi al litro. L’era anca el numero de casa.
La Rina del Du: parchè vendea el vin a du franchi al litro. L’era anca el numero de casa.
Come ci si curava: col chinin, col menego maistro, con l'erba sena che la te fasea “cantar”, con l’oio de rissin che l’era schifoso. Me mama la vegnea con l'oio e na grosta de formaio, anca un gossin d caffe ... e via.
La levatrice l’è stà la Ema, comare da Quinto, che la ma levà mi.
Dall'intervista a Valentina Bellamoli: So marì de la siora Ema l'era el Passatèla
Commento di Marisa che intervista. Rina non ricorda più quanto mi aveva raccontato tanti anni fa: coi doncoli che crescevano lungo l’acqua se curava le malattie in boca dei buteleti.
El grup (crup o difterite)I à mandà a ciamar el doto ma l’ha dito che me mama la gavea el bontempo. Dopo so sta mal e i ma mandà a l’ospedal col grup, la difterite. Gh’era anca quel da Nesente che gavea l’alimentari, el gavea anca l’ocio ciorbolo.
Dottor Marzollo: El disea sempre: “Se la vive lè stà el santo, se la more lè stà quel porco del dotor”(ricordo confermato da altri)
sabato 11 agosto 2012
QUANDO LE RICCHE FAMIGLIE BORGHESI SI CONCEDEVANO "I FANGHI"
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EVENTI FESTE E RICORRENZE,
MALATTIE E CURE
giovedì 17 maggio 2012
CASA DI CURA SANTA CHIARA
venerdì 10 giugno 2011
RIMEDI AL MALE CON LA MEDICINA POPOLARE
Solo per soddisfare la curiosità. Naturalmente non tenetene conto perchè non tutto ciò che è popolare è giusto e corretto!
Per il bruxismo (il digrignare di denti) si usava la collana d’aglio dando la colpa “ai vermi”, cioè all’infestazione da ossiuri.
Abbiamo aggiunto alti ricordi raccolti discorrendo con gli anziani; altri ne aggiungeremo se collaborerete anche voi. Per inserire un commento: cliccare su commenti, si apre una finestra nella quale potrete scrivere le vostre note. Mettete nell'Url il vostro nome e inviate.
Per quasi tutti i mali una bella purga con l’oio de rissìn andava bene. Però per alcuni mali c’erano delle medicine o degli interventi particolari, questi ultimi in genere erano più riti magici che rimedi. Funzionavano con effetto placebo.
Ai bambini si usava massaggiare e dare un basin sulla parte contusa dicendo:
Biasia bisia sangue de gal, quan te si guarìo no te senti più mal
oppure
Zin zan se no te guarissi ancò te guarissi diman.
Non hanno forse sapore di rito magico? Beh, funzionava quasi sempre!
Ai bambini si usava massaggiare e dare un basin sulla parte contusa dicendo:
Biasia bisia sangue de gal, quan te si guarìo no te senti più mal
oppure
Zin zan se no te guarissi ancò te guarissi diman.
Non hanno forse sapore di rito magico? Beh, funzionava quasi sempre!
Per il bruxismo (il digrignare di denti) si usava la collana d’aglio dando la colpa “ai vermi”, cioè all’infestazione da ossiuri.
Per l’artrosi cervicale e i dolori c’era el miol de porco (il midollo di maiale) da applicare come una pomata per lenire il dolore. L’odore che emanava il midollo era abbastanza forte e disgustoso.
Per l’orzaiolo si doveva guardare dentro la bottiglia di olio.
Per i bambini che facevano la pipì a letto (enuresi notturna) si preparava una pietanza a base di carne di topo campagnolo.
Per chi aveva l’ulcera niente di meglio che mangiare un bogon vivo.
Per chi aveva problemi di reni e vescica si beveva l’acqua dei radeci cotti, i pissacani.
Caffè col limon per combattere i fumi dell’alcol e l'angossa.
Vin nel brodo per le puerpere o per tonificare.
Oveto sbatùo per i bambini inappetenti.
Vin nel brodo per le puerpere o per tonificare.
Oveto sbatùo per i bambini inappetenti.
Erbasena o Erba Senna (Cassia Angustifolia) usato come lassativo ma anche, come diceva uno scienziato, l'erborista inglese del Seicento Nicholas Culpeper perché "depura lo stomaco, purga la melanconia e la flemma da capo, cervello, polmoni, cuore, fegato e milza, depurando quegli organi dagli umori cattivi".
Per la puntura di vespa o di ape: 'na moneda de fero sulla puntura.
Par le buganse (geloni) c’era chi era convinto che fare la pipì sui geloni facesse guarire
Par i ciaòni (flemmoni) si emulsionavano olio di oliva e uovo.
Per le malattie respiratorie si applicavano sul petto pappette calde di lino.
Per le malattie respiratorie si applicavano sul petto pappette calde di lino.
Per la tosse canina si portava il bambino in montagna, meglio se sulla Purga di Velo.
Per le scottature, ahimè, si usava mettere sulle parti ustionate olio d’oliva.
Menego maistro: Cerchiamo in internet e pubblichiamo questa testimonianza dal sito Veramente.Org. “La mia nonna mi mandava, quando ero bambino, a raccogliere el menego maìstro. Così veniva chiamato in dialetto l’ assenzio. Non era difficile trovarlo, dato che cresceva spontaneo nei luoghi incolti, anche lungo le strade e, sempre, ai bordi dei campi. La nonna metteva in bocca un rametto di assenzio e lo masticava lentamente. Diceva che fa bene”.
Infatti è uno stimolante delle funzioni digestive, è tonico, ma anche un buon febbrifugo, guarisce l’amenorrea, è un ottimo vermifugo, allontana gli insetti, le tarme, le zanzare, fa morire le pulci del cane e gli insetti delle piante.
Ecco perché veniva chiamato Menego Maìstro. Menego dal latino Dominicus = signore; Maìstro da magister = maestro.
Il signor maestro, appunto.
Il signor maestro, appunto.
Abbiamo aggiunto alti ricordi raccolti discorrendo con gli anziani; altri ne aggiungeremo se collaborerete anche voi. Per inserire un commento: cliccare su commenti, si apre una finestra nella quale potrete scrivere le vostre note. Mettete nell'Url il vostro nome e inviate.
sabato 26 febbraio 2011
MALATTIE E CURE: EL DOTOR, EL FARMACISTA, LA COMARE E LA TIRAOSSI
Come ci si curava: col chinin, col menego maìstro, con l'erba sena che la fasea “cantar”, con l’oio de ricino, che era schifoso.
La levatrice: l’è stà la Ema comare da Quinto che la m'à levà mi (mi ha fatto nascere).
Rina non ricorda più quanto mi aveva raccontato tanti anni fa: coi doncoli che crescevano lungo l’acqua si curavano le malattie in bocca dei bambini (nota dell'intervistatrice).
Dottor Clementi: I l'à mandà a ciamar ma l’à dito che me mama la g'avéa el bontempo. Dopo son sta mal e i m'à mandà a l’ospedal col grup, la difterite. Dottor Marzollo: “El diséa sempre: “Se la vive l'è stà el santo, se la more l'è stà el dotor”
La Boeta: se te te stralossavi la Boeta la te metea a posto.
Ricordi di Rina Filippi nata nel1926 a Quinto
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